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Che cos’è il glaucoma?

È una malattia cronica degenerativa quasi sempre bilaterale (su entrambi gli occhi) che colpisce il nervo ottico. Il nervo ottico è paragonabile ad un cavo elettrico, infatti è costituito da milioni di fibre nervose che trasmettono i segnali elettrici della retina al cervello, dove avviene l’elaborazione dell’informazione visiva.



Confronto fra un occhio normale a sx e uno con glaucoma a dx

 

Nella maggior parte dei casi il glaucoma è dovuto ad un aumento della pressione interna dell’occhio che causa, nel tempo danni permanenti alla vista e che sono accompagnati da:

  • riduzione del campo visivo: si restringe lo spazio che l’occhio riesce a percepire senza muovere la testa. Non trattato il glaucoma porta all’inevitabile perdita della funzione visiva: il campo si restringe progressivamente sino ad arrivare alla caratteristica visione a canocchiale (o “tubolare”), ma anche alla cecità assoluta.

  • alterazione della papilla ottica (detta anche testa del nervo ottico) è visibile dall’esame del fondo oculare

L’oculista diagnostica un glaucoma quando rileva:

  1. un aumento della pressione oculare

  2. una riduzione del campo visivo

  3. alterazioni della papilla ottica

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"Il glaucoma è una delle cause più comuni di cecità e ipovisione. 

Ma si può prevenire se diagnosticato in tempo"
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La pressione oculare

In condizioni normali, all’interno dell’ occhio circola un liquido, l’umor acqueo, che viene continuamente prodotto e riassorbito, in un equilibrio perfetto fra produzione e deflusso. A questo rapporto è legata la pressione oculare.
Quando l’umor acqueo è prodotto in eccesso o quando c’è un ostacolo al suo deflusso (condizione più frequente), si ha un aumento della pressione oculare, che a lungo andare danneggia il nervo ottico.
La pressione oculare è in genere compresa fra i 10 e i 20 millimetri di mercurio (mmHg) e viene misurata dal farmacista o dall’oculista con degli strumenti particolari chiamati tonometri.

 




Misurazione della pressione oculare effettuata in farmacia con un tonometro.

 

Quante forme di glaucoma esistono?

Numerose, ma le più frequenti e importanti sono tre:

  • il glaucoma cronico semplice o ad angolo aperto
  • il glaucoma acuto o ad angolo chiuso
  • il glaucoma congenito

Il glaucoma cronico è la forma più comune. È dovuto ad un progressivo malfunzionamento delle vie di deflusso dell’umor acqueo (il sistema trabecolare) che causa un aumento della pressione oculare.
Il glaucoma cronico è una malattia tipica dell’adulto (dopo i 40-50 anni), ha un’evoluzione molto lenta e non dà disturbi o sintomi particolari. In assenza di un controllo oculistico ci si rende conto troppo tardi di essere malati, quando il danno al nervo ottico è già avanzatissimo e irreparabile ed il campo visivo è gravemente compromesso.

Il glaucoma acuto si manifesta in maniera improvvisa e imprevedibile e quasi sempre è legato ad una condizione anatomica predisponente (ad es. ipermetropia). È dovuto ad un’ostruzione totale delle vie di deflusso. Insorge con un dolore violento, che non dà tregua, associato spesso a nausea e vomito. L’occhio è molto infiammato, la vista fortemente ridotta.

Il glaucoma congenito si può manifestare già alla nascita o nei primi anni di vita. È dovuto ad alterazioni o malformazioni delle vie di deflusso dell’umor acqueo. La “plasticità” del bulbo oculare del bambino fa sì che l’occhio acquisti dimensioni molto grandi (buftalmo = occhio di bue). Pur essendo in assoluto una forma rara, rimane una delle cause più comuni di ipovisione e cecità infantile.

Il glaucoma rientra fra le malattie che traggono massimo vantaggio dalla prevenzione secondaria e quindi da una diagnosi precoce: questo significa che è necessario individuare la malattia quando ancora non dà sintomi particolari, ossia quando non si sa di esserne affetti. Ogni glaucomatoso che diventa cieco è un insuccesso: la cecità, così come l’ipovisione, possono essere evitate attraverso la prevenzione.

Che cos’è necessario fare?

Una semplice visita è sufficiente a diagnosticare un glaucoma in fase iniziale o ancora non grave. È necessario sottoporsi regolarmente a controlli della pressione oculare in farmacia o dal medico specialista, specialmente in presenza di fattori di rischio quali:

  • età: dai 40 anni in su è buona norma fare un controllo oculistico periodico. Un momento ideale è rappresentato dall’insorgenza della presbiopia (visione sfocata da vicino).

  • precedenti familiari: tutti coloro con un familiare affetto da glaucoma devono sottoporsi a frequenti controlli, perchè questa malattia oculare presenta forti caratteri di ereditarietà.

  • miopia elevata

  • terapie protratte con farmaci cortisonici

Come si cura?

Una volta che il glaucoma è stato diagnosticato ci si deve curare tutta la vita, sottoponendosi a periodi controlli oculistici. Esistono varie terapie che hanno l’obbiettivo di preservare la funzione visiva:

  • terapia farmacologica: si tratta di colliri da utilizzare in maniera regolare, senza interruzioni

  • procedura laser

  • trattamento chirurgico

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"Nel mondo più di 55 milioni di persone sono affetti dal glaucoma.
In Italia si stima che circa 1 milione ne soffra,
ma che una persona su due non lo sappia."
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Controllate regolarmente la pressione oculare, un semplice test da 5 minuti in farmacia, vi risparmierà i possibili effetti di una malattia limitante come il glaucoma, e con la consulenza specialistica di un oculista manterrete la vista sana a lungo.


Perché prevenire è meglio che curare!

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